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Countdown iniziato: aspettiamo l’annuncio più atteso dell’anno

Addetto ai lavori o meno è la rivelazione che tocca anche te!

di Chiara Salomone
3 min

Vediamo all’orizzonte dicembre e con lui, oltre a luminarie, scintillini, tanto spirito del Natale e un buon quantitativo di colore rosso, sappiamo che è in arrivo un evento importantissimo, un annuncio importantissimo, che tutti gli anni ci tiene appesi al countdown ben più del Veglione in onda su Rai1 con il sottofondo di “Felicità” cantata, al freddo e al gelo, da Al Bano e Romina Power. E attenzione perchè questo evento è così atteso perchè, di fatto, tocca tutti ma proprio tutti! Che tu sia un addetto ai lavori o semplicemente una persona che usa vestirsi per intrattenere rapporti professionali o di vita sociale, dovrai fare i conti con questa notizia, la vera notizia: il colore Pantone dell’anno.

Istituto Pantone, la più autorevole tra le voci in fatto di colori, ogni anno sancisce il colore dell’anno spiegandone nuance, sottotoni e significati intrinsechi o attesi e questa incoronazione, poi, influenza concretamente brand, case di moda, ditte di design, vetrinisti e chi più ne ha più ne metta, virando, inevitabilmente, verso quel colore.

Che sia nato prima l’uovo o la gallina non è dato sapere, è Pantone sceglie ogni anno un colore molto amato o un colore viene molto amato perchè è scelto da Pantone e quindi è proposto e riproposto da quasi tutto ciò che ci circonda per un anno intero?. Fatto sta che quest’anno, con un bell’orologio che scandisce i giorni che ci separano dal lieto evento, l’istituto Pantone ha lanciato un sondaggio per capire quale sia il colore che la gente vorrebbe come colore dell’anno.

A gran voce la risposta degli utenti ha decretato il colore VERDE!

Ne abbiamo già parlato (leggi qui) con la nostra psicologa ed esperta in Neurofashion, la dott.ssa Chiara Salomone, e così abbiamo voluto nuovamente chiedere a lei qualche considerazione in più su quello che, eventualmente, potrebbe essere il colore più visto, indossato, scelto, comunicato per il prossimo 2026. La parola a Chiara

Si torna finalmente verdi

Il verde ci invita a rinascere ma per farlo ci chiede anche di guardare alle parti di noi che ci scomodano. È, insieme, il colore dei prati, dello smeraldo, degli occhi di qualcuno… È il colore di ciò che cresce, che torna, che si rigenera, non per fare scena, ma per natura.
Non a caso, “viridis” rimanda alla vegetazione, all’idea di energia vitale.

È figlio del giallo e del blu: da uno prende la spinta, dall’altro la riflessione.

È il colore delle persone che non ripartono sbattendo porte, ma che si rimettono in moto quando hanno davvero capito cosa serve. Ha un’energia calma, che non trascina giù e non spinge su: ti rimette in pari.

Verde è: mi prendo il tempo che mi serve

Indossarlo con intenzione è una scelta precisa, è un modo di dirsi: “Mi prendo il tempo che mi serve. E riparto da qui, da quello che è vero.”
Perché il verde è questo: un ritorno all’autenticità, alla natura semplice, originaria, quella da cui, la vita a volte ci ha allontanati.

Questi sono giorni in cui si parla molto di vite nei boschi, di famiglie che scelgono ritmi diversi, lontani dalla città, e che finiscono in prima pagina più per il clamore che per la complessità delle loro storie. È un tema che rimbalza ovunque: ci colpisce perché ci riguarda, perché ci mostra un’altra possibilità, ma anche perché ci mette davanti alle ombre, ai limiti, ai rischi che la semplificazione porta con sé.

Tutto questo accade proprio mentre arriva il Natale, che per definizione è un tempo lento. È un paradosso curioso: da un lato discutiamo di scelte radicali, dall’altro ci ritroviamo annualmente a desiderare un rallentamento più umano, più ragionevole, quello che non richiede di sparire nel bosco ma solo di ritrovare un ritmo che ci permetta di sentirci vivezza e non ingranaggio.

Il verde e la distanza tra ciò che sei e ciò che è altro da te

Il verde implicitamente chiede proprio di mollare quello che hai messo addosso per sembrare altro da te perché ad un certo punto succede che la distanza tra il vero sé e quello che mostri diventa impossibile da tollerare e allora ti senti stanco, svuotato, come se stessi vivendo dentro un vestito cucito per qualcun altro.
La buona notizia è che l’autenticità non si offende ma aspetta. Quando finalmente la ascolti, si fa sentire forte e il verde è lì per accompagnarti.

È il colore che ti aiuta a rimettere insieme i pezzi, che ti sostiene.

Il verde ci aiuta a ridiventare verdi, a ritrovare quel desiderio di ricercare consapevolezza per dare nome alle esperienze che viviamo, per riconoscere i confini interiori, per comprendere senza farci travolgere dall’influenza del passato sul presente.

Come suggerisce Maura Anfossi in “Emozioni a colori” la consapevolezza non può essere esclusivamente una riflessione solitaria deve includere lo scambio e quindi il verde diventa un colore profondamente relazionale, il colore del confronto onesto.

Il verde e la vita in divenire

Il verde ci ricorda inoltre che non c’è nulla di statico nella vita e che possiamo cambiare senza perderci, che possiamo muoverci senza disfarci, che possiamo diventare senza tradire ciò che siamo stati.

Indossare il verde è il gesto di chi ha deciso di tornare a sé, di chi accetta che vivere è un equilibrio in movimento, una stabilità dinamica che si costruisce un passo alla volta.

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