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MFW: Marco Rambaldi e Gioia Radicale, i ricordi d’infanzia si fanno ribellione

di Camilla Tomassoni
1 min

“Il mio messaggio è gioia radicale, che è il titolo della nuova SS26 ma che è anche voglia di vita e ribellione,” spiega Rambaldi. “Parte da un passato che oggi ci serve da bussola per il presente, per il periodo drammatico che stiamo vivendo, dove la disumanità purtroppo è diventata l’ordine del giorno.”

La sfilata si è svolta in un ambiente familiare a tutti noi, un set che sembra unire la casa della nonna e il mondo di Pippi Calzelunghe: tende di pizzo, tovaglie lavorate all’uncinetto, bottiglie trasformate in candelabri, centrini di uncinetto sospesi sulle pareti.

Marco Rambaldi “strappa” le tovaglie dalle cucine delle case di campagna e le rimette in scena, trasformando i ricordi d’infanzia in un atto di ribellione.

Il concetto che percorre l’intera collezione è proprio questo: il desiderio di dialogare con con quel bambino che sta diventando adulto, ma che fatica a trovare il proprio spazio in un mondo pieno di ostacoli, e sceglie quindi di rifugiarsi nella dimensione della fiaba.

La palette cromatica è perlopiù silenziosa: taupe polveroso, grigio sbiadito, sabbia e marrone cioccolato. Su questa base neutra spuntano tocchi di giallo burro, rosa cipria e lilla chiaro, come piccole scintille di leggerezza, mentre il il nero e il rosso creano accenti grafici e incisivi, soprattutto su t-shirt e pizzi. l tartan rosa, le righe sottili e i motivi crochet multicolore diventano un gioco di pattern che si parlano tra loro, creando stratificazioni visive e concettuali.

Le linee appaiono più nitide e le consistenze più leggere. Le silhouette alternano il micro (minigonne, shorts e abiti cortissimi) al midi, con gonne a vita alta spesso arricchite da pannelli e trasparenze. I pantaloni sono morbidi, a vita bassa e talvolta decorati con applicazioni crochet o abbinati a gonne sovrapposte. Molto presenti anche crop top e bralette accostati a pantaloni ampi o gonne stratificate per un gioco di volumi. L’outerwear segue la stessa logica restando corto, dalle giacche in shearling alle camicie leggere, accompagna e bilancia le proporzioni dei look. Il fit gioca costantemente tra aderente e oversize, come se la collezione fosse un patchwork di emozioni: stretto dove racconta intimità, fluido dove libera il corpo.

A completare ogni look e ad aggiungere una componente giocosa e ribelle allo styling troviamo calze alte, layering di calzini, Mary Jane e mocassini.

Il mood complessivo è quello di una fiaba moderna: non tanto un invito a fuggire dalla realtà, ma un invito a ricordare. Ricordare che da bambine potevamo essere piratesse, che l’infanzia non è un luogo da cui scappare ma uno rifugio in cui trovare forza e immaginazione.

Rambaldi costruisce una poesia vestita di pelle, uncinetto e libertà, dove ogni capo è un piccolo atto di sovversione gentile. Una collezione che celebra il corpo e la sua storia, la manualità, la memoria e il coraggio di riscrivere i codici per un futuro diverso.

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