Home » MFW: Maison Margiela resta fedele a se stessa ma la passerella è la strada

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di Camilla Tomassoni

La sfilata Primavera/Estate 2026 di MM6 Maison Margiela ha concluso la terza giornata di MFW con una scelta scenografica in perfetto stile Maison. Se Diesel aveva portato la passerella sulla strada, MM6 decide di fare lo stesso, trasformando un vicolo a pochi passi dal flagship store appena rinnovato in Via della Spiga in una passerella urbana.

Il marciapiede viene prolungato e tinteggiato di bianco, creando un percorso dove modelli e modelle sfilano con naturalezza, quasi confondendosi con l’ambiente circostante.

Qui la normalità diventa spettacolo, la quotidianità diventa straordinaria: abbinamenti di colori inaspettati e giochi di stratificazione creano un look street che incarna perfettamente l’energia ludica e lo spirito libero del marchio.

Linee nette e pulite, scontri di colore inaspettati, stratificazione audace di stampe, trasparenze e giustapposizioni volutamente casuali hanno celebrato l’energia della strada.

La palette cromatica alterna neutri caldi (beige, cammello, marrone, sabbia) a neutri freddi come grigio perla, azzurro polvere e denim sbiadito, con tocchi vitaminici di fucsia, arancio, lime e giallo burro. Ricorrono inoltre micro stampe floreali rétro su base scura, mentre organza e tulle nude creano un sofisticato effetto trompe-l’œil.

Le silhouette privilegiano volumi lineari e layering concettuale: blazer dalle spalle strutturate cadono morbidi sul corpo, trench e cappotti si portano aperti o stretti in vita per scolpire la figura, abiti lingerie e gonne trasparenti lasciano intravedere quello che c’è sotto, giocando con il concetto di seduzione velata.

I mini shorts e le gonne a matita si abbinano a capispalla oversize, bilanciando struttura e morbidezza. Ne nasce una figura moderna e androgina, che si diverte a prendere in prestito i codici borghesi solo per sovvertirli, fondendo lo stile formale dell’ufficio con la spensieratezza del tempo libero.

Gli accessori completano ogni look: scarpe metalliche piatte, borse annodate in vita come cinture, gioielli a forma di bicchiere e i celebri occhiali censuratrademark assoluto di MM6, rafforzano l’attitudine intellettuale e ribelle della collezione.

Alla fine, chi guarda resta con una domanda che continua a risuonare: dove finisce il quotidiano e dove comincia lo straordinario? Forse quel confine non c’è, o forse è proprio in quella zona di incertezza che la collezione trova la sua magia.

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