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Un outfit inizia dall’intimo e da ciò che già hai nel guardaroba

Se l’armocromia è il punto di partenza è il passaparola che fa la differenza: intervista ad Ilaria Piloni

di Redazione
4 min

Dal sogno di fare la stilista alla macchina da cucire professionale per approdare alla consulenza d’immagine con il grande obiettivo di diventare supporto per le persone più deboli. Un outfit inizia da ciò che indossiamo ma non si vede e in ogni armadio c’è il punto di partenza per una nuova immagine che ci valorizzi: il must è riadattare, sovrapporre e inserire gli elementi che completano tutto alla luce della consulenza già svolta.

Se la consulenza d’immagine fosse un viaggio da dove parte il tuo e quali scali hai fatto nel corso del tempo?

E’ partito tutto all’età di 14 anni, il periodo dell’adolescenza, quando la mamma di una mia amica che faceva la sarta, accontentava ogni mia richiesta rendendo unico ogni capo che le portavo…dai jeans aperti lateralmente per inserire strisce di tessuto colorato alle camicie in seta accorciate sotto il seno e con il tessuto avanzato mi creava cinture e borse.

Purtroppo i miei genitori mi hanno vietato di frequentare una scuola da stilista, il mio sogno, perché ai miei tempi, parlo del 1986, non c’erano i mezzi di trasporto che dal mio paese mi portassero a Milano o Bergamo.

Ho deciso successivamente, nel 2000, di frequentare un corso serale di modellismo sartoriale, ho acquistato una macchina da cucire professionale e una taglia e cuci e con la mia insegnante abbiamo poi creato un abito da sposa partendo da un cartamodello di Ungaro e modificandolo per renderlo unico. Il tessuto in cady di seta è servito a creare un tubino al ginocchio alla fine del quale sono state aggiunti gli automatici nascosti per potervi applicare la coda fatta di balze di seta che ricordavano un abito spagnolo. Con il tessuto avanzato una mini bag.

Nel 2017 è iniziato il mio percorso come consulente d’immagine con il primo percorso professionale svolto con una consulente molto nota. Nel 2020 il covid mi ha permesso di frequentare on line, tutti i corsi disponibili di moltissime colleghe autorevoli permettendomi di apprendere quante più cose possibili in riferimento a questa professione.

Sono poi stata fortunata a scoprire l’associazione ASI che mi sta permettendo di ampliare le mie conoscenze in altri ambiti: spero di arrivare presto ai reparti di oncologia per portare la consulenza d’immagine a chi ha necessità di prendere nuovamente la sicurezza di sé.

Dal tuo punto di vista quali sono i 3 capisaldi imprescindibili di questo mestiere? Per dirla con termini ormai noti i must have dell’image consultant

La scoperta dell’armocromia è spesso utile per incuriosire le persone ed avvicinarle alla consulenza d’immagine. Pertanto ritengo che alla base di tutto, la seduta di armocromia sia il modo con cui tendenzialmente la cliente si avvicina alle altre analisi.

Successivamente mi contattano per l’analisi della bodyshape e dopo alcuni mesi si rendono conto dell’importanza di un armadio curato e mi chiamano per l’analisi del guardaroba, per creare outfit con ciò che hanno nell’armadio, per poi a eseguire tutte le altre analisi.

La creazione di un outfit da dove parte?

Se mi trovo davanti all’armadio della cliente, la prima cosa da cui vorrei partire è l’intimo.

Dall’intimo poi si possono costruire gli outfit con ciò che si ha nel guardaroba e adattando i capi secondo la palette colori e secondo la bodyshape che solitamente già conosco.

Ci sono consulenze più difficili di altre? Ci sono clienti più difficili di altri?

Quando conosco una persona, la prima cosa che faccio è annoiarla con la presentazione di me passando i miei attestati uno per uno, in questo modo riesco a mettere a suo agio chi mi sta di fronte! Non ho trovato finora nessuno che non abbia apprezzato il mio metodo.

Successivamente rivolgo alcune domande per capire quali siano le reali esigenze della persona che ho di fronte perché spesso la consulenza è un regalo e devo capire se è ben gradito.

Le consulenze più difficili le riscontro quando durante una seduta di armocromia la cliente è convinta di essere una stagione piuttosto che un’altra perché ha magari fatto un test on line.

Nella seduta di bodyshape invece cerco sempre di capire se la persona che ho davanti è sicura di sé anche con le sue abitudini altrimenti rischio di suggerire una strategia per nascondere piuttosto che mostrare.

Se dovessi dare un consiglio o un suggerimento ad una persona che si rende conto di avere un armadio che non la valorizza, perché magari nel tempo ha acquistato pezzi alla moda ma non così coerenti con i suoi colori, con le sue forme o con lo stile. Cosa le consiglieresti?

Inizierei con farle indossare i capi uno ad uno per riadattarli insieme con sovrapposizioni di altri capi e con l’utilizzo di accessori che già possiede.

In questo modo è la cliente stessa a stilare una check list di capi ed accessori mancanti e nello stesso tempo si convince a scartare ciò che non la valorizza oppure a portarlo da una sarta per le opportune modifiche.

Non mi azzarderei mai a dirle che ha un guardaroba sbagliato.

Questo mestiere è “nuovo”, da poco se ne parla e forse si conosce ancora troppo poco. Cosa servirebbe alla Consulenza d’Immagine per essere opportunamente accreditata?

Il passaparola: nella mia zona mi hanno conosciuto così! Siamo noi che dobbiamo dare sicurezza e far uscire la cliente contenta per far parlare di noi.

Sono dell’idea che i social servono per dare informazioni di base dalle quali le persone prendono spunto e fanno poi da sole. Tutti ci improvvisiamo a voler fare tutto, spesso per risparmiare, poi per sentito dire da qualcun altro iniziamo ad avvicinarci ai mestieri “nuovi”, nel nostro caso appunto alla consulenza d’immagine.

Qual è la tua area di specializzazione nella consulenza d’immagine?

Direi l’analisi della fisicità e del guardaroba.

Esprimi un desiderio lavorativo e raccontamelo!

Diventare di supporto alle categorie più deboli. Come ti dicevo all’inizio spero di arrivare presto nei reparti di oncologia per portare la consulenza d’immagine a chi ha bisogno di prendere nuovamente la sicurezza di sé.

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