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La consulenza d’immagine, la rinascita e la rivincita

Quando inizi a crederci impari a realizzarlo: la storia di Giada Aresta

di Redazione
3 min

La consulenza arriva per caso nella sua vita dopo una grande delusione professionale e anche umana, con un bambino appena nato e tanti punti interrogativi sul futuro. Chi vuoi diventare? È quella la miccia che ha innescato la bomba, insieme al desiderio profondissimo di rivincita e alla ferma volontà di essere per i suoi figli una vera ispirazione: una volta capito ciò che ami, fai di tutto per andare a prendertelo!

Da dove parte il tuo viaggio nella consulenza d’immagine?

Il mio è stato veramente un viaggio! Nel 2018 lavoravo per un noto brand di intimo, ero store manager e avevo ancora il contratto a tempo determinato pur avendo una buona posizione. A maggio scopro di essere incinta e purtroppo dopo poche settimane mi mettono a riposo essendo gravidanza a rischio. Inizialmente, essendo un’azienda quasi tutta al femminile, sembravano capire la situazione, mi sentii dire: ”Tranquilla rinnoveremo il contratto a settembre, senza problemi”. Invece, arrivata la scadenza, mi ritrovai a casa disoccupata con la frase:”Hai voluto fare la mamma ora stai a casa e goditi tuo figlio”. A novembre, a 33 settimane, arrivò molto in anticipo Lorenzo e con lui tutte le emozioni associate al panico. Le spese per la fisioterapia, il day hospital e tanti altri pensieri. Lì ho iniziato il mio viaggio. Dopo 12 anni di lavoro come sales advisor e una prima gravidanza traumatica mi sono chiesta: chi vuoi diventare? Cosa sai fare? Cosa vuoi insegnare a tuo figlio? Nei 12 anni di lavoro nei negozi di abbigliamento, accessori ed intimo, già consigliavo le mie clienti ad acquistare di qualità e con consapevolezza, suggerivo i capi e i tagli di abiti che, secondo “il mio occhio”, erano più valorizzanti per loro, per il loro corpo. Mi sono analizzata, interrogata e tra le varie ricerche nel 2020 ho saputo dell’esistenza di un’accademia che potesse insegnarmi a prendermi cura di me e aiutare le donne a prendersi cura di loro stesse, così ho seguito tutto ciò che c’era sui social e in rete. Sono diventata un’incaricata alle vendite di un noto brand di cosmesi per mettere da parte la quota che mi serviva (nel frattempo ho fatto corsi sul make-up), e nel 2021 ho seguito tutti i corsi di armocromia, forme, stile e guardaroba, storia della moda, vintage e bridal styling. Nel 2022 ho continuato gli studi sul colore e iniziato a lavorare come Armocromista e consulente: mi sono fatta conoscere il più possibile. Ho avuto un 2023 pieno di eventi, consulenze, nuove collaborazioni, tutto con Vittoria nel pancione ad accompagnarmi ovunque. Ho aperto la partita iva il primo aprile e sono entrata a far parte di Asi- Asso Style Image, la prima associazione italiana di consulenti di immagine. Tramite l’associazione ho fatto tanti webinar formativi, il corso analisi del colore su dark skin e il corso colore. Ho incontrato un gruppo meraviglioso di colleghe e professioniste. Insomma fino ad oggi un viaggio stupendo. Ma so di essere solo all’inizio, ho molti obiettivi da raggiungere e so che questo è il lavoro che mi rende felice, il che non é scontato!

C’è stata una fonte di ispirazione che ti ha guidato nel percorso?

Inizialmente c’è stato un desiderio ardente di rivincita, di affermazione, di credere in me e nelle mie capacità. Ai miei figli voglio insegnare a seguire i propri desideri una volta capiti. Voglio che la mia storia sia loro di ispirazione. Ad oggi che ho conosciuto molte professioniste che mi hanno accompagnata nelle varie formazioni, ammiro l’imprenditoria di Rossella Migliaccio e posso dire che mi trovo molto in linea con colei che mi ha “realmente vista”, una donna vulcanica, che mi sta dando delle grandi opportunità, Ilaria Marocco.

Quali sono, se ci sono, i valori che simbolicamente riconosci a questa scelta professionale?

Il valore più grande nel mio lavoro è la generosità. Non siamo medici e non salviamo vite ma sicuramente aiutiamo le persone ad uscire dal loro guscio, ad aprire gli occhi perchè molto spesso li trovo chiusi. Ultimamente mi è arrivato un messaggio nel quale venivo ringraziata perché una cliente, alla fine del percorso fatto insieme, ha ripreso a guardarsi allo specchio. Questo mi commuove! Perché oltre a ciò che si impara, alla teoria, ci sono i sentimenti, l’empatia, questa parola così profonda e pesante che poche persone realmente provano. Nel mio lavoro, come nella vita, uso il cuore e parlo con il cuore, in questo modo sono sicura di arrivare, ad allineare mente-cuore-stomaco.

Se dovessi raccontare la tua professione con 3 aggettivi quali useresti e perché?

Consapevolezza, crescita ed emozioni. La mia professione è complessa, sembra facile, ma c’è tanto studio dietro. Ho impostato le mie consulenze e le guide personali, che rilascio post consulenza, in maniera personalizzata. Tutto è creato sulla persona che ho di fronte. E non è solo estetica e immagine ma è un viaggio dentro te stesso, ed io devo essere in grado di prendere per mano la cliente e accompagnarla in questo viaggio. Infatti per fare questo ho creato un percorso che dura 3 mesi con tutte le consulenze, comprese quelle sul guardaroba e la sessione di shopping. Il mio obiettivo è insegnare tutto ciò che serve alla cliente per poi restare un passo indietro, voglio che sappiano che possono sempre fare riferimento a me.

Esistono argomenti tabù nella consulenza d’immagine?

Tra colleghe ce ne sono molti! Nel modo in cui ho impostato il mio lavoro non ho messo tabù, anzi cerco di toglierli alle mie clienti che, spesso, ne hanno molti! A volte, per esempio, mi sento dire: “Ma io sono una taglia 48 non posso permettermi di indossare questo capo”. Queste sono le situazioni in cui vedo quei tabù che cerco di abbattere accompagnando la persona a sentirsi bene nei suoi panni e in questo modo le dimostro che quel pensiero è solo un limite che si pone nella testa, non un limite reale!

Quali sono gli ambiti della consulenza d’immagine che senti più vicini a te?

Quando arriva il momento della sistemazione del guardaroba, della creazione di un guardaroba multifunzionale, mi si accende una luce negli occhi particolare. Perché per me vuol dire entrare appieno nelle loro vite. Il guardaroba è di fatto la nostra vita, il modo in cui lo teniamo, i colori che ci sono, il modo in cui riponiamo i capi sulle grucce: tutto parla di noi, del nostro carattere e della nostra personalità. Nel percorso che ho creato il guardaroba è il quinto step e mi prendo quasi sempre due giorni per portare a termine il lavoro: è un lavoro a 4 mani e una volta sistemato, catalogato e diviso si creano gli outfit! Che bello vedere la quantità di outfit che si possono creare e lo stupore delle clienti! Per me sono emozioni forti!

Esprimi un desiderio e raccontamelo

Ne ho tanti di desideri! Forse troppi! Nella vita sono sempre stata additata come il “fallimento”, non ho avuto un passato facile, la frase costante era “non posso farlo, non ce la faccio”. Da quando ho iniziato il percorso di autostima, di crescita, il percorso formativo, le prime clienti, la fiducia, la passione, quando mi sono detta per la prima volta allo specchio “Puoi farcela e ce la farai”, in quel momento è come se si fosse aperto il vaso di Pandora dei miei desideri. Quello più grande mi vede a capo del mio “Salone di immagine”, con colleghe con il mio stesso obiettivo e i miei stessi valori, clienti soddisfatte e testate giornalistiche che ne parlano. Qualcosa di nuovo che ancora non esiste! Vi inviterò all’inaugurazione!

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