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Il gilet: un capo genderless senza tempo

Per tutti gli stili e per tutte le occasioni, un indumento che ha attraversato la storia

di Federica Natale
3 min

Il gilet, come la maggior parte dei capi d’abbigliamento tutt’oggi indossati, ha una storia antica e variegata, che ha portato questo indumento a essere apprezzato sia dagli uomini che dalle donne della nostra epoca.

La storia

La sua nascita risale al Medioevo quando, ricco di decorazioni, veniva indossato sopra una camicia dagli uomini appartenenti alle classi sociali più alte.

Questo retaggio culturale è rimasto pressocché intatto anche durante il regno di Luigi XIV; la moda del tempo infatti imponeva l’utilizzo di un “justaucorps“, nome francese per indicare il gilet, da parte di tutti coloro che volevano mostrare l’appartenenza a uno status sociale elevato. Inizialmente lungo fino alle ginocchia, realizzato in tessuti pregiati come seta e velluto, nei colori più disparati e ricco di decori e bottoni ornativi, veniva accompagnato da un paio di pantaloni coordinati e da una giacca altrettanto lunga.

Le fogge si semplificano nel 1666 quando Re Carlo II Stuart, in contrapposizione all’eccessivo sfarzo della moda francese, crea il completo inglese 3 pezzi composto da pantaloni, giacca e gilet per lo più in lana, nei colori più sorbi del nero, blu e grigio: nasce così la divisa della borghesia inglese.

A seguito delle rivoluzioni industriali e del cambiamento dello stile di vita delle popolazioni europee il gilet, insieme alle giacche, iniziano ad accorciarsi per facilitare i movimenti dei lavoratori arrivando così alla forma che oggi conosciamo.

Nel corso del XX° secolo il gilet ha attraversato diverse fasi di successo e di declino: se negli anni ’20 era un indumento immancabile negli abiti formali degli uomini di classe, negli anni ’60-’70 accompagnava i look degli hippie.

Un capo per tutti 

Oggi è considerato un capo d’abbigliamento molto versatile, indossato indistintamente da uomini e donne in occasioni formali o più casual a seconda del tessuto e del modello.

Per l’uomo business, il completo 3 pezzi con gilet nello stesso colore e tessuto del pantalone e della giacca è un must have, così come risulta perfetto come abito per lo sposo.

Molto diffuso nella versione monopetto, con un numero di bottoni che varia da 3 a 6, può essere portato anche senza giacca e, nella variante più casual, sarà scelto di colore e tessuto diverso rispetto al pantalone; un gilet in maglia è un ottimo sottogiacca che si accompagna egregiamente anche ai blazer destrutturati dall’aspetto più casual.

La versione doppiopetto, meno diffusa ma molto apprezzata da chi possiede uno stile sofisticato e desidera dare maggiore struttura al busto, è sicuramente più formale e prevede la presenza di 6 bottoni e, a differenza del monopetto, che richiede di lasciare aperto l’ultimo bottone, il gilet doppiopetto si indossa tutto chiuso.

Donne e gilet

Anche le donne ultimamente apprezzano molto questo capo d’abbigliamento, declinato in molteplici lunghezze, con o senza revers, nei colori più disparati.

Il modello lungo oltre i fianchi, con revers a lancia o sciallato e indossato aperto, aiuta a riproporzionare un baricentro alto.

La variante corta invece, monopetto e con bottoni tono su tono, è perfetta per bilanciare un busto più lungo rispetto alle gambe.

Per chi desidera camuffare un addome pronunciato, il gilet sottile è un ottimo alleato se abbinato in continuità cromatica con il pantalone e la cintura: l’effetto snellente è assicurato!

Un’aggiunta preziosa al guardaroba, un elemento jolly per aiutare a riproporzionare la figura e donare un tocco di colore agli outfit, il gilet è la dimostrazione di come la moda, pur cambiando foggia, resista allo scorrere del tempo.

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