Home » La First Lady più cool di New York (che probabilmente non vuole essere chiamata così)

La First Lady più cool di New York (che probabilmente non vuole essere chiamata così)

di Angelica Eruli
2 min

Mentre il mondo si chiedeva chi fosse questo millennial socialista con passato da rapper che ha appena conquistato New York, c’è una domanda ancora più intrigante: chi è la donna che ha sposato un politico che si faceva chiamare “Mr. Cardamom”?

Rama Duwaji, 28 anni, artista e illustratrice siriano-americana, è la prima First Lady della Generazione Z nella storia di New York. E se pensate che sia il tipo da taglio del nastro e tè delle cinque, vi sbagliate di grosso.

L’artista che odia i riflettori (ma ha 171mila follower)

Con 171mila follower su Instagram, Rama è quella che i marketer chiamerebbero “un’influencer“. Ma lei? Lei ha sempre preferito mantenere un profilo riservato, rifiutando interviste e presenze televisive.

Un po’ come dire “sì, sono famosa, ma no grazie”. Un’assenza dalla campagna elettorale che ha fatto talmente tanto chiacchierare che il marito si è trovato costretto a intervenire sui social: “Potete criticare le mie idee, ma non la mia famiglia”.

Non solo la moglie di: quando il curriculum parla da solo

Nata in Texas, ha conseguito un Master of Fine Arts in Illustration presso la School of Visual Arts di New York e il suo lavoro è stato pubblicato da The New Yorker, The Washington Post, BBC, Vogue, VICE, ed è stato persino esposto al Tate Modern di Londra. Mica male per una ventottenne.

Le sue opere affrontano temi come identità, migrazione, memoria collettiva, antimilitarismo e resistenza politica. Insomma, mentre alcuni usano Instagram per foto del brunch, lei lo usa per parlare di giustizia sociale. La differenza è sottile ma significativa.

La vera regista della vittoria

Ecco la parte divertente: Duwaji ha contribuito in modo decisivo alla costruzione dell’immagine pubblica del neo-sindaco, curandone loghi, palette cromatiche e iconografia. L’identità visiva della campagna – dominata dai toni del giallo, arancione e blu, ispirati alla metropolitana di New York e ai colori dei Mets – porta la sua firma.

Traduzione: mentre Mamdani faceva discorsi, lei sceglieva i colori che avrebbero fatto vincere quei discorsi. Giallo, arancio e rosa: tre colori freschi e frizzanti che hanno colorato le strade della città negli ultimi mesi. E hanno funzionato.

Un matrimonio da vera coppia millennial

Si sono sposati nel febbraio del 2025 con una cerimonia civile al municipio di New York e hanno scelto di vivere nel Queens invece che a Manhattan, nel distretto di Astoria.

Niente fronzoli, niente Gracie Mansion subito. Solo due trentenni innamorati che vivono in un quartiere normale. Nel loro caso non c’è stato certo bisogno della khitbah, l’incontro preliminare per conoscersi: il loro è stato un colpo di fulmine dal primo appuntamento.

La freccia più acuminata

Rama è sicuramente una freccia ben appuntita all’arco del marito. Quindi ricapitoliamo: artista affermata, creativa della campagna vincente, musulmana emancipata, Gen Z, e così allergica alla fama che si è sposata con un politico. L’ironia non sfugge a nessuno.

Il guardaroba diventa un manifesto politico

Nel suo debutto ufficiale accanto al neosindaco, Rama ha scelto un completo che è molto più di un outfit da red carpet: un top ricamato del designer palestinese-giordano Zeid Hijazi, ispirato al folklore palestinese e alla resistenza culturale, abbinato a una gonna in velluto nero di Ulla Johnson. Un equilibrio perfetto tra forza e sobrietà, tra radici culturali e eleganza contemporanea.

Rama Duwaji è politicamente molto attiva e sfrutta la sua arte soprattutto per affrontare temi sociali attualissimi come migrazione, memoria, antimilitarismo, femminismo, uguaglianza, anticolonialismo.

E a quanto pare, anche il suo armadio segue la stessa filosofia. La sua apparizione al Brooklyn Paramount è diventata un atto di attivismo estetico: un gesto di solidarietà verso la Palestina e un invito a leggere la moda come spazio di verità e giustizia sociale. Anche nei suoi due matrimoni – celebrati a Manhattan e Dubai – ha scelto abiti semplici e minimali, ma intrisi di significato culturale. Perché quando sei Rama Duwaji, persino l’abito da sposa è una dichiarazione d’intenti.

Benvenuta a New York, Rama. La città che non dorme mai ha finalmente una First Lady che probabilmente preferirebbe dormire (ma solo dopo aver finito quell’illustrazione per il New Yorker).

Potrebbe interessarti

logo_footer

Copyright© 2026 Iconic Image – Privacy PolicyCookie Policy