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Da Lorenzo Cherubini a Jovanotti

Dal ragazzo fortunato con il cappellino al contrario al PalaJova: come cambia un’icona

di Annalisa Tortora
3 min

Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, è un fenomeno che non smette di stupire nonostante una carriera lunga e variegata di successi intramontabili e colonne sonore per tutte le età e per tutti i gusti musicali. Più che meritatamente ottiene l’appellativo, un tempo rivolto a un altro pilastro della musica italiana, Gianni Morandi, di “eterno ragazzo”, che, pur cresciuto, non dimostra ancora l’età che ha (58 anni) per energia e spirito vitale. E, tra un nuovo pezzo, il riarrangiamento di uno vecchio e un’atmosfera piena di adrenalina, reduce dal successo delle tappe milanesi del Palajova, appena avviate le date fiorentine, continua a far sognare e divertire milioni di fan di tutte le età. Guardare alla carriera di Jovanotti è un vero viaggio non solo musicale ma anche di stile e linguaggi che si uniscono in una continua sperimentazione.

In principio era Gimmi Five: la nascita del “ragazzo fortunato” della porta accanto

E chi l’avrebbe mai detto che quel ragazzo di Cortona dal look improbabile sarebbe diventato uno dei cantanti più amati dagli italiani da generazioni? Era il 1988 quando Lorenzo Cherubini entrò nel panorama musicale italiano con la sua “Gimmi Five“, una canzone dal ritmo incalzante, più un inno alla giovinezza che una vera e propria canzone. La sua energia travolgente, il suo stile di vita apparentemente semplice, e la sua attitudine easygoing lo resero subito un beniamino dei giovani, ma non solo. In quegli anni, il rap italiano era agli albori, e Jovanotti si faceva notare per la sua capacità di mescolare il linguaggio della cultura hip-hop con l’italianità, una combinazione che risuonava con una generazione alla ricerca di una nuova forma di espressione. Jovanotti, al tempo, si incasellava perfettamente nel ruolo del “ragazzo della porta accanto”, un personaggio che destava simpatia e, nonostante fosse lanciato come icona pop, c’era spesso un retrogusto più profondo nelle sue canzoni, una riflessione sul mondo e sull’amore, che veniva mescolata con la leggerezza del suo stile.

Cambio musica: da Lorenzo 1992 Il corpo umano volume 1

Con il passare degli anni, Jovanotti non si è mai fermato, e la sua evoluzione musicale è sempre stata un costante divenire fatto di sonorità diverse, ritmi incessanti, ballate romantiche e contaminazioni di generi e stili. Con Lorenzo 1992 il suo suono si arricchisce di influenze diverse, passando dalla tenerezza a un funky quasi rock, al reggae a sonorità elettroniche. Il suo talento di sperimentatore comincia a emergere con forza, così come la sua capacità di mixare ritmi, stili e temi. Gli anni successivi sono stati un susseguirsi di album che hanno saputo rinnovarsi senza perdere la sua essenza, da Lorenzo 1994 fino a Oh, Vita! del 2017 a Il corpo umano volume 1, l’ultimo nato, con in mezzo collaborazioni importanti con musicisti e colleghi cantautori. In tutti questi anni è la sua capacità di evolversi che lo ha reso un gigante della musica italiana, in grado di attrarre non solo i fan di lunga data, ma anche le nuove generazioni che si avvicinano al suo mondo attraverso un linguaggio sempre attuale, seppur variegato.

L’evoluzione dello stile

Oltre alla musica, un altro aspetto che ha segnato l’evoluzione di Jovanotti è la sua continua trasformazione stilistica. Negli anni ’90, il suo look era il perfetto esempio del giovane rapper che si avvicinava al popt-shirt larghe, giubbotti, sneakers e cappellino con la visiera indossato di tre quarti, tutto vissuto con un’attitudine scanzonata e un bel sorriso stampato in viso. Eppure non si tratta di un semplice “stile da rapper“: il suo look era, in realtà, molto più mediterraneo e solare. Le magliette colorate, le giacche denim e i jeans di taglio largo si mescolavano con accessori come bandane, collane e occhiali da sole, creando un’immagine che, pur ispirandosi alla cultura di strada americana, risuonava come autentica e vicina alla cultura italiana. In quegli anni, il suo look non era ancora “pensato” come una forma di comunicazione visiva, ma era, piuttosto, un’estensione del suo spirito giovanile e irriverente: il tipo di casual look che un ragazzo qualsiasi avrebbe potuto indossare, ma arricchito da quell’energia unica che lo rendeva irresistibile.

Cambia la musica e cambia l’immagine

Col passare degli anni, però, anche l’immagine di Jovanotti è cambiata, insieme alla sua musica. Anche per lui (lo abbiamo visto con Achille Lauro e con Damiano David) al cambiare delle sonorità ha corrisposto un cambiamento importante dello stile e così, negli anni, l’artista ha abbandonato il classico abbigliamento casual “da strada” per abbracciare uno stile più sofisticato ma mai troppo formale. Jovanotti ha saputo giocare con le tendenze, mescolando elementi streetwear con l’eleganza e, in qualche modo, con una filosofia di vita più legata alla meditazione che alla mondanità.

Possiamo affermare con certezza che la sua sia una forte consapevolezza della comunicazione visiva? Non possiamo esserne certi, ma sappiamo che spesso le sue scelte di abbigliamento sono state il prolungamento coerente della sua musica e del personaggio che in tanti abbiamo amato.

L’abbigliamento parla

Quando esce Lorenzo 1992, Jovanotti compie un grande passo verso l’affermazione di un’identità artistica più definita e il suo stile cambia, pur mantenendo sempre una forte componente di freschezza e disinvoltura. Con Ombelico del mondo (1995), c’è una vera e propria metamorfosi stilistica: inizia a sperimentare nuove linee, nuovi colori e nuovi dettagli, spingendosi oltre l’iconico look da ragazzo rapper della porta accanto.

In questo periodo, l’abito diventa un ulteriore strumento di comunicazione. I suoi look iniziano a raccontare una storia diversa: è un artista pronto a miscelare musica e cultura con uno stile che riflette il suo approccio anticonformista. Le t-shirt con le scritte provocatorie e colorate lasciano spazio a camicie a righe, pantaloni ampi ma non più unicamente sportivi e accessori che richiamano il mondo della cultura popolare e non solo “di casa nostra”. Jovanotti si fa portavoce di un’estetica solare e ottimista, ma anche, in un secondo momento, ricca di sfumature e dettagli che rimandano a mondi lontani, come quello delle culture orientali e africane. In effetti, il suo abbigliamento, con il passare degli anni, si fa più ricco di dettagli e influenze, abbandonando il look più semplice dei suoi esordi per diventare simbolo di una visione cosmopolita e aperta del mondo.

Ma Jovanotti non è mai sempre lo stesso, è mille facce della stessa medaglia perchè tutti noi, in fondo, non siamo mai uno solo e così nello stesso periodo è possibile vederlo indossare outfit che evocano la moda shabby chic fatta di t-shirt con scritte e stampe geek, maglie a righe orizzontali, stile marinaretto, camicie rimboccate e capelli ricci lasciati al naturale e, poco dopo, smoking e dettagli timeless come il cappello borsalino e un capello perfettamente pettinato e tirato per l’occasione.

Con l’arrivo del nuovo millennio, con Lorenzo 2000 e poi con Safari, lo stile diventa più ricercato e sofisticato, pur mantenendo un’attitudine giovanile, autentica e mai eccessivamente formale: la visione cosmopolita, che lo ha sempre caratterizzato, si trasforma in un’immagine mai troppo rigida, anzi. I colori e le fantasia dell’Africa diventano un elemento costante così come gli accessori, occhiali da sole dal design particolare, bracciali, anelli e collane e così, come per la musica, il look di Jovanotti è un vero mix di contaminazioni che in qualche modo trovano la loro armonia, un equilibrio non scontato ma che di fatto attraversa le generazioni. E il grande talento di Jova è la capacità di mescolare con naturalezza sportwear, tendenze da streetwear e abbigliamento casual con indumenti dalle tipiche derivazioni afro, senza disdegnare una giacca ogni tanto, rimanendo però sempre lui, risultando sempre autentico.

Le scarpe da ginnastica rimangono un elemento distintivo del suo look, ma non sono sole: sandali, mocassini da barca o scamosciati, finanche una sorta di ballerine completano i look, sempre indossati in estrema coerenza con il resto dell’outfit. Rispetto al primo Lorenzo ci lasciano gli anfibi, un tipo di scarpe che, alla vista, risultano pesanti, che ancorano bene i piedi al terreno, ma Jovanotti, durante il suo percorso, ha assunto una dimensione sempre un po’ più leggera pur diventando sempre un po’ più profondo anche nei testi delle canzoni e allora gli anfibi hanno lasciato posto ai piedi scalzi o a calzature che non costringano troppo e che, anche visivamente, diano meno l’impressione di una zavorra.

Jovanotti: uno di noi

Così, non solo per le canzoni anche per l’immagine che ci propone, Lorenzo è sempre stato uno di noi: il ragazzo fortunato della porta accanto che sa presentarsi in modo talmente naturale e coerente da risultare sempre allineato con se stesso e con la sua musica. E questo è un dato da non sottovalutare, perchè, l’amore del pubblico, in un mondo sempre più attento all’apparenza, ci testimonia quanto la sua immagine, invece, rifletta una sostanza. Sarà per questo che riempie ancora gli stadi, i palazzetti, le spiagge, che fa ballare e cantare tutti, dalle nonne ai nipoti, sprigionando una carica di energia e di buoni sentimenti di cui, siamo onesti, abbiamo tutti un gran bisogno.

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